CERVO NOBILE

Nome scientifico: Cervus elaphus

CLASSE: Mammiferi

ORDINE: Artiodattili (Ruminanti)

FAMIGLIA: Cervidi


CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE: 

Il tronco appare snello e allungato, il petto è largo e la groppa è diritta e potente; il muso, diritto, va assottigliandosi, e gli occhi, di media grandezza e vivacissimi, hanno le pupille ovali. I maschi adulti possono essere lunghi sino a 2,5 m e alti, al garrese, sino a 1,2 m, con un peso che va da 200 a più di 250 kg nei casi eccezionali. La femmina è notevolmente più piccola, solo eccezionalmente può essere lunga 2 m e può raggiungere i 150 kg di peso. Il mantello del cervo, aderente e liscio, è composto di peli setolosi e di fine lanugine, che si allunga notevolmente sulla coda. Nei maschi, in particolare in quelli delle popolazioni diffuse in climi freddi, spesso è presente una criniera sul collo. La colorazione del mantello subisce variazioni a seconda delle stagioni, del sesso e dell’età degli individui: il mantello estivo appare brunastro o tendente al rossiccio, mentre in inverno è grigio-bruno, con un pelo notevolmente infittito. Nelle femmine i medesimi colori vanno schiarendosi, come se sbiadissero, e i giovani presentano un abito rossastro con macchie bianche che tendono a scomparire con l’età. I palchi sono presenti solo nei maschi e rappresentano la loro principale caratteristica.

Cervo Nobile Area faunistica Forni di Sopra

 

DISTRIBUZIONE E SATATUS: 

Il cervo nobile occupa un area vastissima, da Europa e Nord Africa fino ad Asia centrale, Siberia, Estremo Oriente e Nord America. In passato era largamente diffuso in gran parte di Canada e Stati Uniti, ma attualmente si incontra solo nelle regioni occidentali del Nord America, con piccole popolazioni reintrodotte in altre aree del continente. È largamente diffuso in quasi tutta l’Europa continentale, dove si incontra dal livello del mare fino ad oltre la linea degli alberi (2500 m circa) sulle Alpi. In tutta la sua area, però, il cervo nobile ha distribuzione frammentata. L’habitat originario del cervo era costituito dalle zone boschive con presenza di radure o aree di boscaglia poco fitta, generalmente in ambiente pianeggiante o a basse altitudini. Successivamente la specie si è sospinta in aree montuose o impervie per sfuggire alla pressione demografica e venatoria dell’uomo. È stato inoltre introdotto in numerosi ambienti ai quali si è adattato brillantemente, dalla brughiera alla foresta di conifere.

 

ALIMENTAZIONE:

La ricerca del cibo viene effettuata di solito nelle ore notturne; in primavera gli animali divorano le erbe fresche e tenere, i germogli, le foglie novelle e i ramoscelli. Durante l’estate vengono invece preferiti il grano maturo, l’avena, le carote e le barbabietole succose. L’inverno è certamente per questi animali la più triste e dura stagione dell’anno, poiché il terreno si ricopre di una coltre di neve, il suolo non produce più erba e i rami non danno più foglie; i cervi, allora, si accontentano delle cortecce, degli arbusti secchi e delle radici scavate a colpi di zoccolo.

 

RIPRODUZIONE:

Il cervo è un animale che vive in branchi: da una parte le femmine con i piccoli e talvolta qualche maschio giovane; dall’altra maschi generalmente coetanei. Gli esemplari maschi più anziani (oltre i 10 anni) spesso conducono un’esistenza solitaria. La maturità sessuale viene raggiunta dalle femmine al terzo anno e dai maschi verso il quinto anno. I maschi adulti (tra i 5 e i 10 anni) si uniscono ai branchi delle femmine solo nel periodo degli amori, che va da metà settembre a metà ottobre. In questo periodo i maschi adulti iniziano a sfidarsi con potenti bramiti (una via di mezzo fra un muggito ed un ruggito) che riecheggiano da un versante all’altro della vallata. Il cervo è un animale poligamo e attua questo comportamento per conquistare e mantenere il dominio su un branco che può contare fino a 15 femmine. La forza e la potenza del bramito dipendono dalla stazza dell’animale e dalle sue condizioni di vita. Le lotte tra i maschi sono rare: solo quando le capacità vocali si equivalgono i maschi si affrontano in campo aperto, ma anche a questo punto, prima di combattere, mettono in atto una serie di comportamenti rituali, ad esempio cominciano a marciare avanti e indietro lungo linee parallele per osservare le dimensioni delle corna e la robustezza dell’avversario. Terminato il periodo degli amori, i maschi adulti riprendono la loro vita appartata. La gravidanza dura 260 giorni e i parti avvengono tra maggio e giugno. Di norma, a ogni parto nasce un solo cerbiatto, raramente due. Il cucciolo ha il dorso pomellato per meglio mimetizzarsi fra i cespugli, dove rimane perfettamente immobile e non può essere avvistato da eventuali predatori, poiché non emana odore. La pomellatura viene persa alla fine dell’estate, quando i cervi cambiano il mantello estivo con quello invernale. I palchi, che come detto sono presenti solo nei maschi, rappresentano un fenomeno biologico molto interessante. I cervi perdono il palco nel periodo tra febbraio e aprile; i primi a cadere sono i palchi dei cervi adulti, che ricrescono velocemente e vengono puliti dal velluto entro il mese di agosto, in tempo per la nuova stagione degli amori. I cervi giovani, invece, cambiano il palco più tardi. Fanno eccezione i giovani maschi (fino a due anni di età), ai quali il primo trofeo spunta a partire dagli otto mesi (gennaio), viene pulito dal velluto verso i 16-18 mesi e viene perso entro i due anni.

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IL PALCO DEL CERVO:

corna del cervo